Tedofori: impressioni di una di noi

Autore: Cristina Ratto

8/2/2006
Donnas 8 febbraio. La telefonata, ormai inaspettata, ma estremamente gradita, è arrivata all'ultimo momento quando ormai la speranza era svanita: sarai uno dei Tedofori!
Non credevo a quello che avevo appena udito, forse era solo uno scherzo del solito burlone; poi mi son resa conto che le parole che arrivavano alle mie incredule orecchie erano il "sogno che diventa realtà"!
Una scarica di adrenalina pura, una gioia incontenibile, un'emozione che iniziava a stringermi il cuore...
È un'esperienza da vivere e il racconto di quelle indimenticabili ore serve soltanto per fissare nella memoria le sensazioni, i suoni e quell'atmosfera irripetibile vissuta attimo per attimo in un crescendo rossiniano di sorprese, stupori e commozioni.
È lo spirito della Fiamma Olimpica che ti avvolge con un’intensità senza pari con la sua incantevole magia.
Il lungo viaggio della Fiaccola ha raggiunto anche la nostra Valle d’Aosta e ha sicuramente lasciato la sua indelebile impronta.
Avere tra le mani il Sacro Fuoco Olimpico, custodirlo per quei brevi istanti, essere testimoni di altissimi valori etici e sportivi: sono pochi minuti che valgono un’intera esistenza.
L’emozione è stata grandissima ed è cresciuta sempre più, man mano che si susseguivano le varie fasi della preparazione: la consegna della divisa, la vestizione e le istruzioni fornite dai bravissimi volontari, mentre la paura lentamente svaniva in un clima di familiarità e di solidarietà estremamente contagiosi.
Poi la partenza verso i luoghi designati sul percorso, il viaggio in bus assieme agli amici che dividevano con me il nobile incarico, la folla in attesa ai lati della via, i bambini, tanti, che sventolavano festosi le loro bandierine e poi ancora l’attesa sul ciglio della strada che giungesse il fatidico momento in cui ti viene affidato il Fuoco Olimpico.
La Fiamma che passa da una torcia all’altra, la Fiamma di Olimpia che ora è fra le mie mani, la Fiamma Sacra che le mie gambe tremanti stanno portando per quei pochi minuti che avrei voluto non finissero mai. E gli applausi, gli incitamenti, i lampi delle macchine fotografiche: tutto scorre davanti ai miei occhi come in un bellissimo film. Ma il Fuoco no, quello ti entra nel cuore e ti resta dentro: è l’Olimpiade, la tua Olimpiade per sempre.

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